Manet e Venezia, una storia lunga due secoli

douard Manet Olympia 1863 olio su tela, 130x190 cm Parigi, Musée d’Orsay

Manet. Ritorno a Venezia è il titolo della mostra che la Fondazione Musei Civici di Venezia ospita dal 24 aprile al 18 agosto 2013 nelle monumentali sale di Palazzo Ducale: un’esposizione di un’ottantina circa tra dipinti, disegni e incisioni, progettata con la collaborazione speciale del Musée D’Orsay di Parigi, l’istituzione che conserva il maggior numero di capolavori di questo straordinario pittore.

Per l’occasione Italian Talks ha fatto qualche domanda alla curatrice della mostra, Gabriella Belli.

Qual è l’idea da cui siete partiti quando avete pensato di realizzare questa mostra?
Questa è la prima grande mostra dedicata a Manet in Italia, una mancanza che doveva essere assolutamente colmata. Abbiamo scelto Venezia perché il pittore francese si è recato sulla laguna in viaggio per ben due volte, nel 1853 e nel 1872: questi viaggi furono motivo di grande ispirazione per lui.

Quali pensa siano i tratti dell’opera di Manet più facilmente riconducibili all’arte italiana e in che modo questa lo ha influenzato?
L’anima italiana di Manet è stata per lungo tempo messa in secondo piano e del tutto offuscata dalla considerazione dell’influenza della pittura spagnola sulla sua arte. L’artista fu infatti assai più vicino alla pittura italiana del Rinascimento di quanto si pensi. Manet, pur essendo stato un grande rinnovatore sia per il modo di dipingere che per i soggetti rappresentati, aveva una formazione classica: sono infatti artisti come Tiziano, Giorgione e Paolo Veronese quelli da cui trae maggiore ispirazione.  Se Le Déjeuner sur l’herbe e l’Olympia (1863) sono chiaramente variazioni da Tiziano e due splendide testimonianze della relazione di Manet con l’arte italiana, ancora molti altri sono gli esempi della profonda conoscenza dell’eredità di Venezia, Firenze e Roma, da parte del grande pittore, che la mostra saprà svelare.

La famosissima Olympia esce per la prima volta dalla Francia per approdare a Venezia: com’è nata la collaborazione tra la Fondazione dei Musei Civici di Venezia e il Musée D’Orsay di Parigi?
Siamo onorati di ospitare un’opera così importante e conosciuta, e di essere i primi al mondo. Crediamo che la possibilità unica di poter affiancare la stessa al quadro che probabilmente l’ha ispirata, cioè la sublime Venere di Urbino di Tiziano (1538) prestata eccezionalmente dalla Galleria degli Uffizi, abbia convinto la direzione del museo francese a partecipare in maniera così proficua. Sono anni che collaboro con il D’Orsay e da sempre si è dimostrato attento in primis alla qualità dei progetti culturali, e questo è sicuramente il caso della mostra Manet. Ritorno a Venezia.

La sua professione l’ha portata ad ammirare le opere e i luoghi più famosi di ogni tempo. Se le chiedessi di indicarmi in Italia un capolavoro sconosciuto al grande pubblico, oppure un luogo nascosto a cui lei è particolarmente legata e crede che chiunque dovrebbe vedere, cosa mi risponderebbe?
Io sono molto legata alla contemporaneità e la mia risposta non può che scaturire da questa mia vicinanza: il Cretto di Alberto Burri a Gibellina, Trapani, una sintesi perfetta tra un’opera fisica e un luogo. Si trova al di fuori dalle classiche rotte turistiche in Sicilia ed è uno splendido esempio di land art che consiglio a chiunque di visitare.

Come mai avete scelto il Luna Hotel Baglioni, una delle strutture più antiche e lussuose di Venezia, per il vernissage del 23 aprile?
A Venezia rappresenta un'istituzione e un centro nevralgico per un certo tipo di turismo legato al collezionismo internazionale, un target per forza di cose vicino a noi. Inoltre è portatore di una qualità e una cultura tutte italiane che viaggiano assolutamente in parallelo con quella che è la visione della Fondazione Musei Civici di Venezia.

douard Manet Olympia 1863 olio su tela, 130x190 cm Parigi, Musée d’Orsay - Donata allo Stato nel 1890 grazie a una sottoscrizione voluta da Claude Monet © Musée d'Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidtdouard Manet Le balcon (Il balcone) 1868-1869 olio su tela, 170x124,5 cm Parigi, Musée d’Orsay - Lascito Gustave Caillebotte, 1894  © RMN (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowskidouard Manet Le Déjeuner sur l'herbe (Colazione sull’erba) 1863 circa olio su tela, 89x116cm - Londra, Courtauld Institute Galleries © The Samuel Courtauld Trust © The Samuel Courtauld TrustTiziano Venere di Urbino 1538 olio su tela, 119x165 cm Firenze, Galleria degli Uffizi - (su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali)

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