Una storia di successo: Rossella Bisazza

Rossella Bisazza, interviewed for ItalianTalks at Cafe Garibaldi in Vicenza, April 2013, photo by Pa

Quando si racconta la storia della vita di qualche persona, spesso si scopre una linea marcata su cui può essere identificata una successione di punti. Questo non è certo il caso di Rossella Bisazza. I punti ci sono, ma non nel senso che si potrebbe sospettare.

Nata nella famiglia leader nel campo della produzione del mosaico in vetro italiano, la Bisazza da principio non è entrata nell'azienda di famiglia, fondata dal padre, Renato Bisazza, nel 1956. Alla nascita dell'attività, Renato si era impegnato alacremente nell'automazione del processo della produzione artigiana tradizionale, mentre lavorava per trasformare la percezione del mosaico come merce in quella di un mezzo di decorazione più largamente riconosciuto. Dal 1980 aveva portato nell'azienda Alessandro Mendini come direttore del design, aprendo la strada all'innovazione stilistica e alle ordinazioni di lavori eseguiti da nomi di rilievo dell'universo in rapida crescita del design italiano. Lo stesso Mendini ha affermato: "Con una sola tessera di mosaico si può coprire il mondo". Più sinteticamente, il mosaico non era più limitato alle applicazioni esterne. La visione di Renato ha contribuito a ricordare al mondo lo splendore classico di questo mezzo e, di conseguenza, ha fatto crescere in modo clamoroso l'attività dell'impresa e il suo profilo internazionale.

Rossella Bisazza aveva scelto da principio di seguire la passione per la danza. Ha danzato per 12 anni come membro della compagnia del Teatro alla Scala. Durante il tempo trascorso in questa affascinante professione, ha viaggiato molto, incontrando le persone migliori e più brillanti nel mondo dello spettacolo.
Suo fratello Piero ha preso la guida dell'azienda nel 2000 e ha avviato la generazione successiva dell'evoluzione dell'attività, un passaggio nella categoria del lusso. La società ha ampliato la sua visibilità internazionale e ha aperto quelli che vengono definiti "Flagship store", un termine generalmente usato dai marchi di consumo di lusso. Installazioni imponenti sono state commissionate per mostrare le possibilità del prodotto, mettendo in evidenza la versatilità del mosaico e facendo riferimento al suo passato antico e nobile. Il coinvolgimento creativo continuo della comunità del design ha contribuito a elevare la percezione del marchio. Il lavoro di Piero ha cambiato il punto focale, la direzione e l'immagine dell'azienda, trasformandola in un marchio ricco di ispirazione.

Fondazione Bisazza

Nel 2002, Rossella ha appeso al chiodo le scarpette da ballo e si è unita a Bisazza come Direttore delle comunicazioni, ruolo che mantiene ancora oggi. Nel suo ruolo di ambasciatrice ufficiale dell'azienda, aiuta a sviluppare la consapevolezza del marchio, si apre al mondo, introduce nuove collezioni ogni anno, presenta nuovi prodotti e modelli. La collaborazione dell'azienda con i designer internazionali continua, e Rossella ha un fitto calendario che la porta a spostarsi regolarmente dall'Asia all'Europa alle Americhe. Mantiene un pied à terre a Parigi e risiede a Milano. "Viaggiare e incontrare gente è un privilegio del mio lavoro" afferma. Le piace il suo programma così variato e i viaggi all'estero. "Non tutti hanno questo privilegio. Sono orgogliosa di quello che mio padre ha creato, e ora di lavorare allo stesso livello".
Poi riporta la conversazione su Bisazza Mosaica, che per anni aveva radunato la propria collezione aziendale. "Avevamo molti prodotti artistici che nessuno poteva vedere" dice Rossella. "La prima idea è stata quella di fondare un museo." Ma la famiglia aveva un'altra strategia. Nel 2010 sono riprese le discussioni sulla creazione di una fondazione, con lo scopo di esibire gli oggetti della collezione permanente e montare installazioni temporanee, mettendo insieme opere d'arte e mosaici. La fondazione avrebbe ospitato due mostre all'anno, in collaborazione con le principali istituzioni. "Era il momento di farlo" afferma Rossella. La direzione esecutiva è stata offerta a Maria Cristina Didero, che era stata direttrice del museo Vitra. La Didero ha accettato e la storia è ricominciata in modo nuovo.

La Fondazione Bisazza ha aperto i battenti nel giugno 2012, con grande successo e suscitando attenzione di alto profilo. La struttura, con i suoi 7000 metri quadrati di spettacolare spazio architettonico rigenerato dalla fabbrica Bisazza originale, può essere definita una destinazione in se stessa. "Ma non siamo fortunati con la posizione" osserva Rossella. In realtà, la fondazione è in una posizione molto comoda da Venezia, Verona e Vicenza, ed è facilmente raggiungibile. I gruppi arrivano in autobus di lusso per visitare le grandi installazioni, e l'affluenza crescerà con la visibilità. La prossima mostra della Fondazione, una retrospettiva sulla carriera di Richard Meier, dovrebbe accelerare il processo, presentando oggetti, modelli e disegni provenienti dall'archivio dell'architetto, l'unica mostra del genere in programma in Europa per il 2013, piena di oggetti mai visti prima dal pubblico. Essa è destinata ad attrarre gli esperti di architettura. La mostra si svolgerà dal 17 maggio al 28 luglio.
"L'idea di perfezione guida la mia vita" osserva Rossella. "La possibilità di avere due lavori in una sola vita: che privilegio." Eppure, ci sono altre due passioni da considerare, che riguardano entrambe gli appassionati. La prima è una collezione di ventagli antichi, amorevolmente riuniti nel corso degli anni, e la seconda è la società calcistica del Milan. Un appassionato di calcio per tutta la vita, Renato Bisazza ha instillato nella figlia l'amore per la squadra di casa. Ancora oggi Rossella ha un abbonamento allo stadio e, a volte, la si può vedere sui mezzi pubblici mentre si reca ad assistere alla partita.

Dal palco della Scala ai flagship store di Milano e Parigi, dai laboratori di mosaico di Ahmedabad, in India, allo stadio di San Siro e, infine, agli spazi imponenti della Fondazione Bisazza, Rossella vive con passione.
Quindi, non si può ridurre la vita di Rossella Bisazza a dei punti su una linea. La sua vita assomiglia sicuramente di più a un mosaico.

Stanley Moss

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