Wildt. L’anima e le forme da Michelangelo a Klimt

Adolfo Wildt

La mostra Wildt. L'anima e le forme da Michelangelo a Klimt si pone l’obiettivo di dare finalmente allo scultore milanese Adolfo Wildt  a più di 80 anni dalla morte, il giusto posto nell’empireo dei grandi artisti italiani moderni.
L’esposizione ha aperto i battenti il 28 gennaio e terminerà il 17 giugno ai Musei San Domenico di Forlì sotto la cura di Fernando Mazzocca, in collaborazione con Paola Mola, grande esperta della produzione dell’artista.
L’opera di Wildt, è impossibile da inquadrare in un filone artistico ben definito: non allineata alla placida e rassicurante classicità, ma neppure vicina alle mode incalzanti delle avanguardie.
Il suo straordinario eclettismo e la sua eccellenza tecnica furono attaccati sia dai conservatori, per i quali non era allineato all’arte di regime e alla tradizione mediterranea, sia dai sostenitori del moderno che criticavano la sua fedeltà alla figura intesa in maniera classica.
Autore anticonformista, era amato da Luigi Pirandello e da Gabriele D'Annunzio, che fu suo collezionista, per l’eroica e romantica  esuberanza delle sue figure. Ebbe fortuna soprattutto nei paesi nordici, in particolare in Germania.
Per questa sua estetica sempre borderline la critica non ha mai accolto di buon occhio i suoi lavori, sia in vita che dopo la morte. Oggi questi caratteri di multiformità e eccellenza tecnica esercitano sul pubblico un fascino tutto nuovo e questa importante mostra cavalca il trend, lanciato anche dalle buone quotazioni che le opere di Wildt hanno raggiunto nelle grandi aste internazionali.
Il fulcro della mostra è composto dall’eccezionale nucleo di opere conservate a Forlì, dovute al mecenatismo della famiglia Paulucci di Calboli, e grazie alla disponibilità dell’Archivio Scheiwiller, il grande editore milanese, suocero dell’artista. Grazie a questi due cataloghi è stato possibile radunare un numero straordinario di capolavori e ricostruire un percorso completo della produzione di Wildt. La mostra però non vuole avere esclusivamente un carattere monografico, ma bensì porre in relazione le sue opere con quelle degli artisti del passato che lo hanno influenzato (Fidia, Cosmè Tura, Antonello da Messina, Dürer, Pisanello, Bramante, Michelangelo, Bramantino, Bronzino, Bambaia, Cellini, Bernini, Canova), e quelle dei moderni con cui ha avuto profondi confronti (Previati, Dudreville, Mazzucotelli, Rodin, Klimt, De Chirico, Morandi, Casorati, Martini, Messina, Fontana, Melotti).
Ci sono tutti gli ingredienti per far si che questa mostra venga considerata un evento d’eccezione per tutti gli amanti della scultura contemporanea.

Adolfo Wildt - 4.	Adolfo Wildt, Carattere fiero-anima gentile, 1912, marmo con dorature, h. cm. 40. Venezia, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro (particolare)Adolfo Wildt - 6.	Adolfo Wildt, Monumento funebre ad Aroldo Bonzagni, 1919, marmo, h. cm. 203. Cento, Galleria d’Arte Moderna Aroldo BonzagniAdolfo Wildt - 7.	Adolfo Wildt, Monumento funebre ad Aroldo Bonzagni, 1919, marmo, h. cm. 203. Cento, Galleria d’Arte Moderna Aroldo BonzagniAdolfo Wildt - 5.	Adolfo Wildt, Luminaria, 1925, matita e carbone su carta, cm. 90x131. Milano, Courtesy of Galleria Daniela BalzarettiAdolfo Wildt - 2.	Felice Casorati, La preghiera, 1914, tempera su fustagno, cm. 130x120. Verona, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo FortiAdolfo Wildt - 1.	Bronzino, San Matteo, 1525-28, olio su tavola, diam. cm. 76/77,2. Firenze, Chiesa di Santa Felicita, Cappella Capponi.Adolfo Wildt - 3.	Albrech Dürer, Madonna della pera, 1526, olio su tavola, cm. 43x31. Firenze, Galleria degli Uffizi

Leggi anche

 

Inserisci un commento

  • Milano - Baglioni Hotel CarltonPrenota
  • Venezia - Baglioni Hotel LunaPrenota
  • Roma - Baglioni Hotel ReginaPrenota
  • Firenze - Relais Santa Croce Prenota
  • Baglioni Hotel Cala del Porto Prenota
  • Londra - Baglioni HotelPrenota
  • Saint-Paul-de-Vence -
    Hotel Le Saint Paul Prenota
  • Aix-en-Provence - Villa Gallici Prenota