COMMON GROUND A VENEZIA

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La 13. Mostra Internazionale di architettura  apre al pubblico dal 29 agosto al 25 novembre e il tema scelto quest'anno dal direttore, l'architetto britannico David Chipperfield ,  è COMMON GROUND. Ovvero  "Terreno Comune". 
I concetti di collaborazione, dialogo e relazione tornano quindi al centro della kermesse veneziana. 55 i Paesi del mondo che espongono ai Giardini dell'Arsenale e interpretano il  tema  proposto offrendo spunti interessanti per una riflessione generale sugli  spazi che si creano tra gli edifici e sulle città che prendono forma e si modellano attorno alle costruzioni.
Grande soddisfazione in questa edizione  per la ricchezza delle idee, di emozioni e di ironia. La Biennale guarda all'Est e al Sud del Mondo e decide di premiare l'architettura "sociale" più che quella dei grattacieli "patinati" delle grandi firme.
Il leone d'oro per la migliore partecipazione internazionale va al Giappone , che si occupa della ricostruzione "compatibile" per le abitazioni distrutte dal devastante tsunami dello scorso anno. Così è nato il progetto espositivo HOME FOR ALL interpretato dal grande architetto Toyo Ito insieme a un team di giovani architetti sconosciuti che hanno ascoltato e abbracciato le necessità della comunità dei sopravvissuti decidendo insieme un nuovo spazio da vivere. Il progetto ha commosso  per la grande umanità e per la carica emotiva che è riuscito a trasmettere.
> La giuria ha inoltre deciso di assegnare quattro Menzioni speciali alla Polonia, agli Stati Uniti d' America e alla Russia, e all'architetto italiano Cino Zucchi. Quest'ultimo è stato premiato  per una interessante installazione alle Corderie che indaga sulla presenza di forme ripetute sia in architettura, sia in altri tipi di manufatti umani, ponendoli a confronto.
Dal Padiglione Centrale ai Giardini fino alle Corderie dell' Arsenale David Chipperfield presenta attraverso un unico percorso espositivo una Mostra con 69 progetti realizzati da architetti, fotografi, artisti e critici che si confrontano tra esperienze e proposte diverse.
A guadagnarsi il leone d'oro sono stati Alfredo Brillembourg, Hulbert Klumpner e Justin McGuirk che hanno portato l'esperienza della Torre David, un edificio occupato e reinventato da centinaia di persone a Caracas, in Venezuela , quasi come fosse una " favela verticale" piena di nuova vita e di diverse  attività da condividere.
Il leone alla Carriera è andato al portoghese Avaro Siza Vieira, per l' impegno costante e l'attenzione che i suoi progetti hanno sempre mostrato nel tempo verso il rispetto dei luoghi e della storia  dove sono stati realizzati.
Una nota positiva anche per il Padiglione Italia, curato quest'anno da Luca Zevi , e che reinterpreta in chiave esemplare tutta la storia e la cultura dell'industria italiana.
La chiave di questa edizione della Mostra di Architettura sta nell'aver messo l'uno accanto all'altro, non progetti "perfetti" ma idee di architetti, spesso molto diverse tra loro. Il "Terreno Comune" su cui basare tutto  e' proprio la capacità di ascoltare bisogni ed esigenze della gente. Questa Mostra infatti, come ricorda il presidente Paolo Baratta, vuole essere indirizzata a un pubblico internazionale prima ancora che ai soli professionisti di settore.
Per chi volesse visitare la Biennale da non perdere i moltissimi eventi collaterali che si svolgono in città, e che rendono frizzante l'atmosfera lagunare.
In particolare segnaliamo " La voce delle Immagini", titolo della Mostra aperta fino al 13 gennaio 2013 a Palazzo Grassi , con le opere di video istallazione di 27 artisti scelti  dalla Fondazione Pinault. Un originale excursus attraverso le immagini in movimento, con opere di autori di varie provenienze, per proporre giochi sui linguaggi e l'estetica contemporanea.
I video presentati sono stati adattati allo spazio del palazzo: alcuni sono lunghi, altri brevissimi, molti sono completati da istallazioni, ma tutti hanno un filo conduttore: quello di riuscire a denunciare la realtà attraverso la poetica dell'immagine.
Ogni mese in due stanze i video cambieranno: a ottobre verrà proiettato " Liu Lan" di Yang Fudong , per poi proseguire a novembre con "Faezeh" di Shirin Neshat, e altri ancora.
Segnaliamo inoltre che al negozio Olivetti di Piazza San Marco , gioiello progettato da Carlo Scarpa, riaperto da una anno e affidato al FAI , si è inaugurata la mostra "Programmare l'arte. Olivetti e le neoavanguardie cinetiche", che riprende a cinquant'anni di distanza, l'esposizione sull'Arte Programmata che animò i negozi Olivetti di Milano e Venezia nel 1962, curata  all'epoca da Bruno Munari e corredata da testi di Umberto Eco.
La mostra sarà poi trasferita a Milano presso il Museo del Novecento.

Caterina Parrello

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