È tempo di andare in Italia ~ The Baglioni Chronicles

Baglioni Hotel Carlton_Terrace

Ancora una volta abbiamo il piacere di dare il benvenuto a Stanley Moss, redattore di viaggi per la rivista di moda neozelandese Lucire. Stanley condivide con i lettori di Italian Talks alcune delle esperienze e impressioni che ha raccolto in occasione del suo recente Grand Tour d’Italia.

Firenze Photo by Paula Sweet

Firenze

È il weekend di Pasqua, e il treno entra sferragliando nella stazione di Santa Maria Novella alle nove di sera, sotto una pioggia torrenziale. La stazione è praticamente vuota. Non è proprio un torrente, ma le strade acciottolate brillano alla luce dei lampioni. Decido di prendere un taxi, anche se potrei arrivare a piedi, e cinque minuti dopo mi precipito nella hall del Relais Santa Croce, in cima all’ampia scalinata, di nuovo alla reception a me familiare. Nella grande sala di fianco alla reception, una coppia siede felice fianco a fianco sull’ampio divano di fronte a un camino scoppiettante e, non volendo disturbare l’intimità dei due, mi giro verso la finestra e guardo giù in strada. Fuori è tutto deserto, e c’è una leggera foschia. Perché no?

Il receptionist mi porge un grande ombrello; esco solo per una breve passeggiata, dico, e mi ritrovo in una Firenze che non avevo mai visto: non un’anima per strada, una serata luccicante, con il lusso di vagabondare al mio ritmo. Gli occhi si perdono nei particolari, la peculiare iridescenza del marmo bianco si diffonde attraverso la nebbia, colonne e facciate grandiose, opulente, riccamente ornate, torreggianti, l’assenza di rumore, il lampo occasionale di un’insegna al neon colorata in una vetrina buia, sculture invisibili in alcove nascoste. Di solito su questi marciapiedi devo fare lo slalom tra la folla, cercando di non urtare qualcuno.

Questa notte vago liberamente fino a Santa Croce, faccio un salto al Duomo, torno verso l’Arno, attraverso Ponte Vecchio, che è vuoto e sembra il set di un film. Perdo la cognizione del tempo. Ma a mezzanotte e mezza, due ore e mezza dopo, sto salendo di nuovo le scale del Relais. “Ha fatto una bella passeggiata?”, chiede il receptionist guardando l’orologio. “Troppo breve”, rispondo. Sospira. “Il ristorante è chiuso, ma ha dato un’occhiata al menu del Room Service? Possiamo portare qualcosa di delizioso in camera in pochissimo tempo!”

Rome_night_CR. Donatella Simonetti

Roma

Tetti. Non riesco a smettere di fissare i tetti. Si estendono davanti a me fino all’eternità, un migliaio di ombre, nell’infinito. Dalla terrazza del Baglioni Hotel Regina, con vista su Via Veneto, mi lascio avvolgere da una girandola di ricordi e sogno La Dolce Vita, La Grande Bellezza, con il sottofondo di una vivace colonna sonora di Nino Rota. Da qualche parte nelle strade ogni mio sogno cinematografico prende forma. Lo stomaco brontola. Ma i tetti ascoltano. Torna per strada, mi dicono. L’unica cosa che manca è un abbondante piatto di pasta e un cestino traboccante di grissini croccanti, che potrei tranquillamente avere. Ritrova quella trattoria che ti era tanto piaciuta durante l’ultimo viaggio, ordina un bicchiere di chianti, prenditi un momento per osservare il tuo vicino di tavolo. Un rendez-vous spontaneo? Ma prima i tetti, con le loro migliaia di storie. Si estendono fino all’eternità, e ora ho capito: non mi meraviglia che la chiamino la Città Eterna. Qui hai tutto il tempo del mondo, e non esiste un tempo come il presente.

 

Milan photo by Paula Sweet

Milano

“Non riesco mai a vedere tutto quello che c’è quando sono davanti a una vetrina”, commenta. Forse intende che vuole fermarsi di fronte a ogni vetrina ed entrare in metà dei negozi davanti ai quali si ferma.  Siede al bar del Carlton, sorseggiando il suo Spritz Aperol. È fantastica nella giacca di lana invernale e con gli eleganti occhiali da sole.
“Lo sapevi”, dico, “che c’è un accesso privato che da qui porta in Via della Spiga? Puoi fare una passeggiata quando ne hai voglia. E puoi tornare quando vuoi”.
È vero che cambiano spesso le vetrine”, dice. “Posso uscire domani e trovare cose nuove”.
“Indubbiamente”, rispondo.
“Non devo prendere un taxi”.
“Puoi raggiungere la maggior parte dei luoghi che ami a piedi”, dico. “Il Duomo è a meno di dieci minuti. E il ristorante che ti piaceva, quello che ha pubblicato dei libri di poesia”.
“E allora cosa aspettiamo?”, chiede mentre beve un ultimo sorso e getta gli occhiali sul tavolo vicino a un piatto pieno a metà di olive di Cerignola.
“Sto aspettando te”, dico. “E ho tutta la giornata. Ti seguirò ovunque”.
“Sei un uomo fantastico”, mi dice. “Per dedicarmi così generosamente il tuo tempo”.

 

Venezia Photo by Paula Sweet

Venezia

I veri veneziani non camminano mai velocemente, ed ecco perché.
Venezia è costruita su una struttura di tronchi d’albero, presi dalle vicine foreste del Veneto e piantati nel fango della laguna. In cima a queste palafitte sono stati costruiti i palazzi. Ci sono voluti migliaia di anni per far ricrescere quelle foreste. Nell’arco di cinque secoli i veneziani hanno costruito la loro città e le navi grazie al legname che avevano raccolto.

La Basilica di Santa Maria Assunta sull’isola di Torcello è la chiesa più antica di Venezia, risalente al 639. I traghetti per Torcello sono meno frequenti dei comuni vaporetti e partono dalla fermata Fondamente Nuove. A meno che non abbiate una vostra barca, un viaggio a Torcello, una passeggiata per visitare l’isola e il rientro alla vera e propria Venezia richiederanno una mezza giornata.

I palazzi veneziani sono stati realizzati in una gamma di stili differenti, dal XIII al XVIII secolo, e molti sono stati ristrutturati nel XIX secolo.  Il palazzo del Luna Hotel Baglioni, che si trova vicino a Piazza San Marco, risale al 1118 e negli anni ha subito diverse trasformazioni, da convento a palazzo aristocratico e, perfino, rifugio per i Cavalieri Templari. Navigando lungo il Canal Grande potrete ammirare esempi bizantini, gotici, barocchi e palladiani. Una protesta popolare seguita alla distruzione di molti tesori architettonici nel XIX secolo ha portato a una nuova mentalità di tutela del patrimonio che non consente più alterazioni radicali del panorama storico veneziano.

Ecco perché i veneziani camminano lentamente. Hanno impiegato molti anni per arrivare a questo punto, e la fretta non sarà tollerata.

 

Punta Ala Photo by Paula Sweet

Punta Ala

L’orizzonte non può essere cambiato molto dal 1974, quando Roberto Polito costruì il suo primo hotel a Punta Ala, di fronte alle isole dell’arcipelago toscano.

Dalla terrazza dell’Hotel Cala del Porto, situato su un promontorio che si affaccia sul porto e incastonato tra i pini della Maremma, la lontana Corsica è visibile guardando verso sinistra, con la splendida Isola d’Elba di fronte. Verso nord sulla terraferma si trovano le città storiche di Piombino e Carbonifera. Gli scavi archeologici dell’area risalgono all’era paleolitica. Sull’Isola d’Elba si trovano ancora i siti delle miniere di ferro costruiti dai Romani.

Il mare ha bisogno di calma, e così anche un viaggio in barca a vela. Una volta salpati, potrebbero volerci giorni prima di tornare. Se riuscite a convincerlo a salpare, il vostro capitano farà rotta verso Portoferraio nell’Elba. Attraversate il canale, la stessa rotta di Napoleone Bonaparte quando 200 anni fa giunse nel porticciolo sulla costa settentrionale della celebre isola. Napoleone trascorse quasi un anno di attività compulsiva, costruendo una rete stradale, alzando difese, bonificando paludi, restaurando palazzi, progettando la sua fuga e sedando una rivolta di minatori che aveva causato egli stesso imponendo tasse a quei poveretti. Un anno dopo partì alla volta di Parigi, venne sconfitto a Waterloo e la sua vita si concluse con l’esilio sull’isola di Sant’Elena.  Nonostante la triste conclusione della sua storia, le persone ricordano ancora Napoleone con gratitudine, infatti a due secoli dalla sua partenza ogni giorno nelle chiese locali viene celebrata una messa in suo nome.

Il mio piano è più modesto: passeggerò lungo gli antichi vicoli, mi siederò a un tavolino all’aperto in un caffè sul porto e assaggerò un frate, la tipica ciambella perfetta da gustare con un caffè espresso della tradizione italiana.  Meno ambizioso di Napoleone, ma immediatamente, dolcemente gratificante.

The view from the terrace at Cala del Porto Photo by Debra Kolkka

Stanley Moss
Stanley Moss è un guru dei marchi nonché un filosofo, un nomade del mondo, uno scrittore e un artista. Il suo romanzo, The Hacker, è stato pubblicato in India. È CEO di un think-tank sul brand internazionale con sede a Stoccolma, membro della facoltà dell’Accademia di Belle Arti Cignaroli di Verona e redattore di viaggi per una rivista di moda neozelandese. Vive a Vicenza, si nutre di cibo, conversazioni e molti caffè italiani. Stanley è un redattore di viaggi e scrive per
Lucire oltre che per il suo blog.

Foto di Paula Sweet

Roman Penthouse - Baglioni Hotels photo

Il consiglio del concierge:  Il Baglioni Tour è stato appositamente concepito per coloro che desiderano visitare diversi straordinari centri storici italiani in un unico viaggio. Scegliete tra suggestive destinazioni come Milano, Venezia, Roma, Firenze e Punta Ala e create un magico tour italiano su misura per voi, proprio come ha fatto Stanley, all’insegna dell’indimenticabile tocco italiano. Inviate un’email a  baglionitour@baglionihotels.com e vi aiuteremo a elaborare un itinerario da sogno.

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