Igles Corelli, lo chef romagnolo che vuole unire l’Italia

igles-giacca-nera-piccola-2.jpg

Quanto è legata all’Italia la sua cucina?
Direi tantissimo! Io non credo nella cucina regionale o a Km0, perché per me l’Italia è come una grande regione, dove trovare gli alimenti migliori. I miei piatti aspirano a essere questo: tutte le materie prime devono rappresentare il meglio dell’Italia. Per questo la mia cucina è Garibaldina, mi piace unire l’Italia sotto lo stesso piatto…


Ci faccia qualche esempio
Beh, i pomodori saranno quelli di Napoli, i gamberi verranno da Porto Santo Spirito e l’aglio sarà il rosso di Sulmona. Oppure mi viene in mente lo zafferano di Navelli, zona del Fucino… il migliore, secondo me!

Dai cibi migliori ai ristoranti. Ci saprebbe suggerire quattro o cinque ristoranti a cui non rinuncerebbe?
In Italia di ottimi ristoranti ce ne sono un bel po’. I primi che mi vengono in mente sono senza dubbio: Tenda Rossa di Trieste, l’Antica Osteria al Teatro di Piacenza, Il Rigoletto in Emilia, la Capanna di Eraclio nel Ferrarese e ovviamente Cracco a Milano o Don Alfonso a Sorrento!

Secondo lei in cosa si distingue l’italianità a tavola?
Secondo me l’Italia ha un’importantissima tradizione culinaria, unica al mondo. Negli anni ’80 però è stato fatto anche un grande errore: al contrario dei francesi che si sono concentrati la nouvelle cousine, noi abbiamo rivisitato la tradizione… e non c’è niente di più sbagliato. La tradizione va rispettata e migliorata, perché anche la tradizione ha una sua evoluzione. Don Alfonso, per esempio, ha seguito l’evoluzione della tradizione napoletana: non solo grandi cibi e ottime ricette, ma anche atmosfere e familiarità. È questo che bisogna dare a un turista straniero: piatti eccellenti da vivere con l’emozione giusta.


E quando si trova all’estero? Cosa le manca di più, soprattutto in cucina?
Quando cucino fuori dall’Italia ci sono degli ingredienti a cui rinuncio, perché preferisco nutrirmi del luogo, voglio integrarmi, io voglio vivere un posto fino in fondo. Ma forse il caffè mi manca sempre. Il caffè napoletano soprattutto che è davvero corposo e unico al mondo.

Se invece dovesse consigliare un luogo Italiano da non perdere?
Direi i campi romagnoli in autunno: foglie gialle e nebbia. Sono i luoghi in cui sono cresciuto e che preferisco. Quando ci si trova lì, si può finalmente sentire il profumo del muschio, che mi ricorda tanto il Natale, un momento a cui sono legatissimo. Forse perché per me Natale vuol dire Tortellini!

Un romagnolo innamorato dei tortellini, un classico!
I tortellini in brodo sono, senza dubbio, il mio piatto preferito. Un turista non deve proprio farseli scappare, soprattutto con un buon bicchiere di Lambrusco!

Leggi anche

 

Inserisci un commento

  • Milano - Baglioni Hotel CarltonPrenota
  • Venezia - Baglioni Hotel LunaPrenota
  • Roma - Baglioni Hotel ReginaPrenota
  • Firenze - Relais Santa Croce Prenota
  • Baglioni Hotel Cala del Porto Prenota
  • Londra - Baglioni HotelPrenota
  • Saint-Paul-de-Vence -
    Hotel Le Saint Paul Prenota
  • Aix-en-Provence - Villa Gallici Prenota