Massimo Bottura, lo chef che incanta anche con le parole

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Ogni volta che a Identità Golose sale sul palco Massimo Bottura  , la sala è gremita e molti rimangono fuori ad ascoltare. L’Osteria Francescana, nel centro storico di Modena si fregia  di tre stelle Michelin, e nel 2012, secondo The Daily Meat e la sua lista dei 101 ristoranti, è il miglior ristorante d'Europa, mentre Massimo Bottura è lo chef internazionale del 2012. Non credo che sia  solo per la sua fama che le persone vogliano ascoltarlo, Massimo è un grande chef, ma quando parla e racconta il suo punto di vista, il pubblico si appassiona e viene coinvolta pienamente dalle sue parole e dalle immagini che propone.

Quest’anno ha esordito con la piena condivisione della bella iniziativa di Identità di Sala che ha dato spazio e ridato merito a una professione che merita totale rispetto e che dovrebbe richiamare al pari della professione in cucina, e lo fa a suo modo, ricordando quanta poesia ci sia dietro la scelta di un vino, o raccontando della professionalità e della capacità comunicativa che ci debba essere in sala per spiegare cosa c’è dietro la costruzione di un piatto.
Ho cercato di riportarvi il massimo delle sue parole, nel modo più autentico possibile, per potervi ispirare le stesse riflessioni che questo grande chef, condivide ogni volta con il pubblico d’Identità golose.

Massimo Bottura comincia la sua presentazione con l’immagine di un vecchio libro trovato al mercato dell’antiquariato di Modena da sua moglie.
“Vieni in Italia con me”, recita il semplice ma accattivante titolo, un libro che non è di cucina, ma caso vuole sia stato scritto dal fondatore de “La cucina italiana”.
Descrive il libro come un vero inno all’Italia, dal golfo di Napoli ai portici del centro di Bologna.
“In Italia oggi c’è una vera crisi d’identità, e noi dovremmo e innamorarci del nostro Paese” dice lo chef modenese.
Un invito a mettere da parte preconcetti e a riscoprire luci, profumi, campagne e i pochi campanili rimasti. Ognuno di noi, dice, dovrebbe chiedersi cosa può fare per l’Italia in questo momento, e smettere di chiedersi esattamente il contrario. Consiglia il viaggio come passaggio fondamentale per comprendere e trasmettere anche solo una piccola parte della bellezza italiana (fine prima parte).

Paola Sucato

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