Mastroberardino: mastri dei vini antichi di Pompei

Photo by Susan Nelson

Le cantine di Mastroberardino si trovano nella piccola cittadina di Altripalda, a soli 40 km da Napoli. All’interno, affreschi di creature mitologiche abbelliscono i soffitti con colori vivaci, alimentando un sentimento forte per questa antica terra. Il vorticare dinamico dei suonatori di lira, dei fauni e delle divinità al banchetto di Bacco catturano chi si lascia travolgere dall’immaginazione.

Appena arrivata alle cantine Mastroberardino ad Altripalda, mi colpisce subito il fatto che si trovino al centro della città. Mi è stato poi detto che le cantine si trovavano originariamente al di fuori della cittadina ma che con il tempo si è costruito tutto intorno.
Virginia, la guida turistica, mi ha accolto calorosamente all’arrivo nell’edificio. Passeggiando attraverso le cantine, ho potuto apprezzare la sua ampia conoscenza della storia della famiglia Mastroberardino, dei vini, e del Progetto Pompei. Mi hanno catturato fin da subito le decorazioni mitologiche. Bellissimi motivi e incantevole muratura creano lo sfondo perfetto per le file di botti, molte delle quali contengono vini antichi, un tempo coltivati a Pompei.

Prima di tutto, un po’ di storia della famiglia.
Il patriarca della famiglia, Pietro di Berardino, creò la cantina nel 1750. Gli fu assegnato il titolo di Mastro per le sue incredibili capacità nella produzione del vino. Il titolo si unì al nome Berardino. Da qui ebbe origine il nome della famiglia Mastroberardino.

La cantina fu registrata ufficialmente nel 1878 dal Cavaliere Angelo Mastroberardino, rendendola così la cantina più antica di tutta la Campania. Suo figlio Antonio, la nona generazione, conquistò il titolo di gran maestro de vino italiano.

Con il tempo, venne acquistata altra terra in varie aree della Campania e dell’Irpinia per coltivare la vite. A seguito della devastazione economica della Seconda Guerra Mondiale, Antonio si batté alacremente per proteggere le antiche varietà dell’area rimanenti. Successivamente, gli fu attribuito il titolo di vero archeologo della viticultura della Campania.

Oggi la cantina appartiene a Piero Mastroberardino che si dice sia “un artista con i piedi per terra”. È anche un musicista esperto nonché docente di Economia e gestione delle imprese presso l’università di Foggia. Piero si è dimostrato estremamente abile nella gestione di una proprietà vinicola di successo.

Ci sono almeno sei varietà coltivate dall’azienda vinicola Mastroberardino, ognuna delle quali ha una lunga storia. Tra queste si trovano Aglianico, Fiano, Piedirosso, Greco, Falanghina e Coda di Volpe. Furono i greci a introdurre i vini in Campania intorno all’800 a.C., rendendo la regione una delle più antiche a coltivare viti in Italia. Da cui il nome Greco, e Aglianico, da ellenico (che significa sempre greco). Delle 300 varietà di uva cresciute in Campania, solo 15 vengono coltivate oggi.

Il Progetto Pompei:
Pompei mi affascina, questa antica città portuale un tempo molto attiva, è improvvisamente andata in rovina tra le ceneri del Vesuvio. Una metropoli di cultura, attività, mercanti e commercio completamente eliminata e quasi dimenticata…fino a oggi…

Prima dell’eruzione del Vesuvio, Pompei era un importante ganglio commerciale tra Roma e le province romane. Vigneti e cantine abbondavano nella città e nelle zone limitrofe come fornitori principali di ottimo vino, che svolgeva un ruolo fondamentale nella cultura di Pompei, dando così ai residenti la reputazione diffusa di gran bevitori.

Nel 1996, Mastroberardino è stato incaricato dalla sovraintendenza per i beni archeologici di Pompei di condurre ricerche in un laboratorio in loco. L’obiettivo era di scoprire le varietà di uva usate in origine, le tecniche di produzione del vino nella Pompei antica ed esplorarne le potenzialità al giorno d’oggi.

Scavi, studi botanici e la scoperta di calchi delle radici delle viti e dei pali di supporto confermano solo dove e come venivano coltivate le viti. Gli scritti dello storico romano Plinio il Giovane (il cui zio, Plinio il Vecchio, fu testimone anche lui della distruzione di Pompei ma morì cercando di salvare i feriti) sono stati studiati assieme agli affreschi sulle pareti tra le rovine per individuare le varietà specifiche. I giardini e i frutteti coltivati tra le ville dimostrano che le viti venivano coltivate anche attorno all’anfiteatro, nella periferia della città.

Il progetto di ripristinare le antiche tecniche di coltivazione delle viti e di reintrodurle a Pompei si è rivelato un successo. Viti di uva dell’antico Piedirosso, Sciascinoso, e Aglianico (una recente aggiunta) sono state piantate nelle stesse aree coltivate nell’antichità. Queste viti crescono sul Vesuvio e il terreno di Pompei è ideale.

Il primo vino d’annata molto anticipata del 2001, chiamato Villa dei Misteri, ha prodotto solo 1.721 bottiglie, tutte vendute durante un’asta a Roma. Tutti i proventi sono stati devoluti al Progetto Pompei. Oggi, l’area totale di vigneti a Pompei è diventata di circa 0,60 ettari divisi in 15 lotti.

Mastroberardino è l’unica vigna a piantare vigneti sperimentali utilizzando tradizioni antiche in molte zone di Pompei. Le uve sono state utilizzate in molte delle loro bottiglie. Non è però lo stesso vino che bevevano gli antichi romani, che era piuttosto cattivo e a cui doveva essere aggiunto del miele e altre sostanze per renderlo bevibile. Mastroberardino continua a utilizzare tecniche di produzione attuali.
Di ritorno alla cantina, concludiamo la nostra visita…

Un pasto squisito di cibi originari dell’Irpinia assieme a degustazioni di vino al termine della nostra visita. Buonissimo!
 

Susan Nelson
Il mio amore per l’Italia è cominciato 12 anni fa quando ho fatto un viaggio di due settimane catturata da questo splendido paese. Da allora, sono tornata diverse volte per innamorarmi ancora di più della cultura, della storia, delle persone e della bellezza di questo paese. Ho scritto più di 100 post sul mio blog, Italy, from St. Peter to Caravaggio, e per Boomer Women Travelers oltre ad altre pubblicazioni di viaggi on-line. Potete quasi sempre trovarmi in ufficio a fare ricerche o scrivere nuovi articoli sull’Italia.
Segui Susan su Twitter.

Il consiglio del concierge: dopo aver visitato la Cantina Mastrobernardino in Campania, si può continuare il tour dei vini alla scoperta dei segreti dei vini italiani delle altre regioni. Se si va in direzione di Firenze ad esempio, il concierge di Relais Santa Croce può consigliare altre importanti vigne da visitare in Toscana, incluse le stupende Antinori Cantina e Rocca di Frasinello già presentate su Italian Talks.
 

Photo by Susan NelsonPhoto by Susan NelsonPhoto by Susan NelsonPiero and Antonio MastroberardinoPhoto by Susan NelsonPhoto by Susan Nelsonphoto credit Mastroberardino websitephoto credit Mastroberardinophoto credit Mastroberardinophoto credit Mastroberardinophoto credit MastroberardinoPhoto by Susan NelsonPhoto by Susan Nelson

Leggi anche

  • photo-1edited2.jpg

    VALDOBBIADENE Il Prosecco Superiore Col De Roer

    In uno scenario ambientale dai forti tratti distintivi, situata a uguale distanza dalle Dolomiti e dall’Adriatico incontriamo Valdobbiadene.

  • Photo by Penny Sadler

    Cos’è il Prosecco? Intervista all’esperto di vino Alfonso Cevola

    La prima volta che ho bevuto del Prosecco è stata durante un viaggio a Venezia che, da quanto ho scoperto, è il posto perfetto in cui degustarlo.

  • andrea-kirby-article-november-photo.jpg

    FragilItalia

    L’UNESCO ha avvertito il governo italiano che, a meno che non si faccia qualcosa, le rovine della città romana di Pompei potrebbero finire sull’elenco del ‘patrimonio mondiale in pericolo’.

 

Inserisci un commento

  • Milano - Baglioni Hotel CarltonPrenota
  • Venezia - Baglioni Hotel LunaPrenota
  • Roma - Baglioni Hotel ReginaPrenota
  • Firenze - Relais Santa Croce Prenota
  • Baglioni Hotel Cala del Porto Prenota
  • Londra - Baglioni HotelPrenota
  • Saint-Paul-de-Vence -
    Hotel Le Saint Paul Prenota
  • Aix-en-Provence - Villa Gallici Prenota