Pomodoro incontra il vino

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Se l’incontro tra arte e cucina è divenuto negli ultimi anni un connubio  consolidato e vincente, quello che sta prendendo forma in Umbria è, però, qualcosa di ancora più sorprendente: uno dei più grandi artisti contemporanei italiani che si lancia nell’avventura di costruire una cantina vinicola, ancora non si era visto. I protagonisti: Arnaldo Pomodoro da una parte, con la sua ecletticità ed originalità, e la famiglia Lunelli dall’altra, produttori di una delle più prestigiose etichette di bollicine italiane, il Ferrari.

La collaborazione, nata da un’amicizia trentennale tra l’artista e il presidente emerito dell’azienda trentina, parte da lontano: i primi bozzetti risalgono a ben sei anni fa. Il tempo necessario per ideare, progettare e costruire una struttura a forma di carapace, tanto immensa quanto originale, che si staglia tra le morbide colline umbre nel comune di Bevagna, terra del prestigioso Sagrantino di Montefalco. Lo scultore originario del Montefeltro ha deciso di costruire la propria opera, “la prima in cui potrò effettivamente entrare” dalle stesse parole di Pomodoro, interamente in legno, materiale duttile e modellabile, ricoperto poi in un secondo tempo da lastre di rame, lavorate artigianalmente una per una, che gli conferiscono l’inconfondibile tinta.

L’inaugurazione e la conseguente apertura alle visite pubbliche con degustazione, è prevista per giugno.

Questo della tenuta di Castelbuono entra a far parte del novero dei capolavori progettati dai cosiddetti “archistar”, trend che ha visto Sir Norman Foster come apripista, con la cantina Portia in Spagna. Da qualche anno questo fenomeno è sbarcato anche in Italia. Una delle più rinomate è stata progettata dal più famoso degli architetti italici, il genovese Renzo Piano con la cantina La Rocca di Frassinello a Grosseto, caratterizzata da una alta torre che cattura i raggi del sole e illumina, grazie ad una serie di specchi, il grande anfiteatro a gradoni e, al centro della cantina, la barricaia, con oltre 2.500 barrique di rovere.

Altro esempio notevole quello ideato dallo Studio Valle Progettazione, con la Cantina Icario, a Montepulciano. La costruzione, quasi priva di aperture, esteriormente rispetta lo stile rurale toscano, mentre al suo interno risponde ai dettami dell’architettura più contemporanea, perseguendo principi di funzionalità.

Queste collaborazioni promuovono una nuova visione del turismo enogastronomico che si basa in un’esperienza totale di immersione nel mondo del vino. Tutto parte dal presupposto che il livello di conoscenza e il numero dei conoscitori della bevanda preferita del Dio Bacco è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni e questi non si accontentano più di stappare e gustare il risultato, ma pretendono di toccare con mano e vedere con i propri occhi come da un grappolo d’uva si giunga al prodotto finale. Se a questo si aggiunge anche il piacere di fare tutto questo all’interno di un pezzo unico, una vera e propria opera d’arte e non di un capannone industriale, il gioco è fatto.

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