Milano Moda Uomo e il Museo del Cappello Borsalino

Borsalino

Per rendersi conto che è quasi arrivato il momento della Milano Moda Uomo non ci vuole molto: basta salire su una metro qualsiasi ed eccoli lì.

E mentre i modelli vagano da un casting all’altro, l’inizio dell’estate milanese è sempre segnato da una delle kermesse modaiole più importanti dell’anno.

Dopo la tradizionale edizione del Pitti Uomo, che si terrà a Firenze dal 19 al 22 giugno, il fashion system si sposta a Milano per veder sfilare tutte le novità per la primavera estate 2013.

Naturalmente in passerella ci saranno tutti i marchi italiani più famosi, da Armani a Versace, da Ermanno Scervino a Dolce & Gabbana, da Prada a Gucci.

Ma se le sfilate non sono per tutti, la moda lo è, quindi se siete in zona… approfittatene: lo shopping è immancabile nel Quadrilatero! Partite da via Montenapoleone, poi percorrete via della Spiga, via Sant’Andrea, via Santo Spirito, via Borgospesso e non perdetevi via Verri, per una toccata e fuga allo store Burberry.

E allora qual è un capo must che non dovrebbe mai mancare nell’armadio di un uomo? Un abito scuro, una camicia Oxford e, per il prossimo autunno inverno, un cappello Borsalino.

Sì, perché dire Borsalino è dire eleganza.

E se non vi basta andare alla Boutique Borsalino in Galleria Vittorio Emanuele II (lo trovate anche in Corso Venezia 21) per acquistare il modello che preferite, potete fare un giro ad Alessandria, al Museo del Cappello Borsalino.

Inaugurato nel 2006, ricostruisce tutta la storia del cappello Borsalino, dell’azienda e delle relazioni tra la città di Alessandria e la fabbrica.

La cosa particolare è che il Museo, in via Cavour 84, a pochi passi dal centro, è ospitato nella vecchia Sala Campioni del Palazzo Borsalino, che veniva utilizzata già negli anni ‘20 per catalogare ed esporre i prototipi, i modelli, i campioni colore creati dalla Borsalino.

Potrete vedere 2.000 cappelli, esposti negli storici armadi in stile Chippendale: una vera full immersion nella storia di Borsalino, dalla diffusione dei cappellai all’evoluzione dell’industria del cappello dall’800 ai giorni nostri, ma anche lo sviluppo della fabbrica, il mecenatismo e le storiche donne lavoratrici, “le borsaline”.

Paola Toia

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