48 Ore a Torino

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Secoli fa, un veggente mistico della tribù celtica dei Taurini si rivolse ai suoi seguaci, riuniti sulla riva sinistra del fiume Po.

“Prevedo che qui fonderete una città”, cominciò, “che dopo soli 2.400 anni salirà alla ribalta mondiale. La popolazione crescerà a dismisura, i vostri cittadini passeggeranno sotto 128 km di portici, diventerete famosi per un marchio automobilistico chiamato Fiat, per il vostro eccellente cioccolato e per la fondazione di un movimento globale chiamato Slow Food; per molti anni i fedeli affolleranno le vostre vie per vedere un leggendario sudario che, analizzato con il metodo della datazione al carbonio, risulterà risalente al Medioevo. Questa città si chiamerà Torino”.

Va bene, il veggente mistico è un’esagerazione inventata da me, ma non sto certo inventando il ricco passato della città di Torino, capoluogo del Piemonte e importante centro culturale, che vanta un ruolo di rilievo nella storia italiana. È qui che Camillo Benso, conte di Cavour, ha presieduto la riorganizzazione politica dello “stivale” a metà dell’800. Prenotando in anticipo, oggi è possibile sedersi al tavolo di Cavour al rinomato ristorante Del Cambio, in un’opulenta sala abbellita da specchi, rivivendo il sogno della nazione unita e consumando un pasto a cinque stelle. Da non perdere una tappa serale all’elegante bar Cavour, recentemente inaugurato al piano di sopra e impreziosito da numerose opere d’arte, per assaggiare il Bonèt, dessert che lo ha reso famoso: un’esperienza culinaria che vale assolutamente ogni centesimo del suo prezzo (20 € a persona). A Torino si mangia bene ovunque: sarebbe un vero peccato non farlo!

Avendo a disposizione soltanto 48 ore, scandite da passeggiate, pranzi e cene, abbiamo scelto di visitare il Museo Nazionale dell’Automobile la prossima volta, nonostante la sua grande reputazione, e abbiamo trascorso la nostra prima giornata al Museo Egizio, la cui collezione di reperti antichi è considerata la migliore al di fuori dell’Egitto. L’impressionante raccolta di artefatti in esposizione traccia l’evoluzione dell’attività culturale nella valle del Nilo nell’arco di 4.000 anni, dalle prime dinastie ai regni successivi, fino al declino degli imperi e alla fusione con altre civiltà. Non manca nulla, dall’abbigliamento agli oggetti d’uso quotidiano, dalle figure iconografiche ai bizzarri strumenti medici utilizzati nel processo di imbalsamazione. Naturalmente vedrete anche le mummie, in varie condizioni di fasciatura, oltre ai laboratori e ai magazzini del museo, osservabili da ampie vetrate, che racchiudono una quantità di reliquie impossibile da contemplare in un giorno solo. Forse le sculture eroiche, esposte nelle gallerie a destra dell’ingresso, sono i pezzi più stupefacenti della collezione: queste maestose figure in marmo, arenaria e granito, che ritraggono divinità e governanti, sono semplici frammenti di memoria di complessi dalle dimensioni inimmaginabili. Una collezione così emozionante merita di essere seguita da un lauto pasto, magari a Eataly, il ristorante di Slow Food, raggiungibile con una passeggiata di circa cinque minuti lungo la stessa via dell’ingresso al museo.

Il giorno dopo abbiamo visitato il Museo Nazionale del Cinema, situato ai piani inferiori della Mole Antonelliana, imponente edificio storico riportato sul retro delle monete italiane da un centesimo. Vi consigliamo di intraprendere la vostra odissea la mattina presto, salendo per 95 metri sull’ascensore che porta al punto panoramico, incluso nel prezzo del biglietto, per poi scendere e scoprire una collezione meravigliosa e davvero completa, che traccia la storia delle immagini in movimento iniziando dalle prime ombre e proseguendo con le lanterne magiche, i fenachistoscopi, gli zootropi e con le prime telecamere e pellicole di celluloide dei fratelli Lumière. Attraverso le ampie sale del museo si snoda un percorso nel tempo fino al presente, che culmina nelle sale dedicate al 3D, dove la fantascienza, il western e i cartoni di Tex Avery si incontrano in un turbinio di costumi, bombe sexy bionde, sceneggiature, manifesti, mostri e rubacuori. Scoprirete l’universo del cinema internazionale nella sua interezza, con approfondimenti su ogni aspetto della produzione e delle tecniche cinematografiche. A un solo isolato di distanza la cineteca del Museo, composta da quattro sale, proietta continuamente classici e nuove produzioni. Il Museo del Cinema è un must per tutti i cinefili, che potranno godersi una vera e propria full immersion.

Torino offre molto di più di ciò che si può visitare in un paio di giorni ma, come davanti a un pasto abbondante, la cosa migliore è assaporare lentamente ogni boccone. Ecco perché abbiamo deciso di rimandare qualche piatto forte alla prossima volta, aspettando con impazienza di tornare.

Stanley Moss è un brand guru, un filosofo, un nomade del globo, uno scrittore e artista il cui ultimo romanzo, The Hacker, è stato recentemente pubblicato in India. Stanley è l’amministratore delegato di un gruppo di esperti con base a Stoccolma che si occupa di international branding, oltre a essere membro del corpo docente dell’Accademia di Belle Arti Cignaroli di Verona e redattore della sezione viaggi per una rivista di moda della Nuova Zelanda. Di base a Vicenza, Stanley è al meglio di sé quando ci sono di mezzo il cibo, le chiacchierate e diverse tazzine di caffè italiano. Oltre a curare il proprio blog, scrive per Lucire.

Il consiglio del concierge: Perché non abbinare le vostre 48 ore a Torino a uno splendido Baglioni Tour, visitando almeno altre tre destinazioni a scelta tra Firenze, Milano, Venezia, la Toscana o addirittura Londra e arricchendo il vostro itinerario personalizzato con un indimenticabile tocco italiano? I vantaggi includono la colazione a buffet, il passaggio gratuito a sistemazioni di categoria superiore, i cocktail di benvenuto, il check-out tardivo e molto altro.

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