La Galleria dell’Accademia di Firenze: devozione, dedizione e David

IMG_0454 Florence Accademia Photo by Aaron Crossley

Un paio di mesi fa ho avuto la fortuna di visitare la Toscana. Chiunque mi conosca sa bene che sono un appassionato di storia. Capirete che recarmi in Toscana, una terra ricca di importanti località e città storiche, è stato per me fonte di estrema gioia.

Uno dei palazzi che ho avuto il privilegio di visitare è la Galleria dell’Accademia di Firenze, dove è custodito il David di Michelangelo.

Fondata nel 1784 da Pietro Leopoldo, Granduca di Toscana, questa Galleria espone alcune tra le più straordinarie opere d’arte italiana in città. Entrando nell’Accademia, sarete accolti da una stanza colma di notevoli opere d’arte del XIII, XIV e XV secolo, che rappresentano fasi chiave del Rinascimento, oltre ai metodi sviluppati per l’uso dello spazio, della luce, della profondità e del contenuto.

Al centro si staglia una statua che, puntando al cielo, rappresenta figure incatenate in una scena drammatica. Ma la parte migliore di questo museo è stata sicuramente il David. Uscendo dalla prima stanza, si entra in una galleria…

David at Accademia Photo by Aaron Crossley
È impossibile non rimanere colpiti dalla vista del David, che svetta sulla stanza illuminato dal sole dall’altra parte della galleria. Avvicinandosi, si passa vicino ad altre statue non completate di Michelangelo, celebre per l’estrema ricerca della perfezione che lo portava spesso a ricominciare. Questa stanza è organizzata in modo meraviglioso, come a voler comunicare che, negli anni, Michelangelo si è posto l’obiettivo di rendere la sua arte perfetta, e questo è stato il suo percorso per completare una delle sue opere più famose.

Photo by Aaron Crossley Florence

Più ci si avvicina, più si nota come le proporzioni del David non siano corrette. Ma il segreto sta nella percezione, perché quest’opera va osservata da lontano. Tuttavia, si potrebbe affermare che fosse quello che Michelangelo voleva raggiungere: la perfezione.

Puntando lo sguardo in alto, sulla statua candida circondata da una folla di visitatori, è possibile notare ogni minimo dettaglio, come ad esempio capelli, vene, struttura ossea. A volte bisogna sforzarsi di ricordare che è una statua, e non un essere umano ricoperto di marmo.

. STATUE of DAVID pHOTO by Margie Miklas

Proseguendo nelle varie gallerie, i muri sono pieni di opere d’arte sensazionali, che rappresentano scene bibliche ricche di significato per la città, le storie vissute e i santi venerati.

FLORENCE PHOTO BY AARON CROSSLEY

Una stanza in particolare ha colpito la mia attenzione. Era piena di stampi in gesso originali, di ogni forma e dimensione, e tutti erano alla base della storia di alcune delle più belle opere d’arte della città. Statue dedicate a diversi dèi greci, una testa di cavallo in bronzo realizzata per Lorenzo de’ Medici, ma anche statue di alcuni dei più celebri residenti dell’ex repubblica, come ad esempio Filippo Brunelleschi.

Accademia plaster molds - Photo by Margie Miklas

Le sale non mostravano solo opere realizzate su commissione, ma anche una collezione di altari e affreschi religiosi che occupavano gran parte dell’edificio. Dai dettagli nella pittura è possibile notare il simbolismo e l’emozione che sono parte integrante di queste opere, la dedizione, l’amore e il rispetto che gli artisti avevano per la propria fede e per il movimento del Rinascimento.

Painting Florence Photo by AARON CROSSLEY

Il museo mostra in modo eccellente una collezione incredibile e contribuisce a raccontare la storia dell’amore della città per l’arte. La Galleria dell’Accademia è uno dei posti che raccomando più caldamente di visitare a Firenze. Di certo vi offrirà un’ottima presentazione del passato della città e dell’amore che Firenze nutre per l’espressione artistica e la devozione religiosa.

Aaron Crossley, esperto di beni culturali, scrive delle politiche governative e degli enti preposti alla tutela e alla conservazione del patrimonio culturale mondiale. È dirigente di una casa storica a Bath. Seguitelo su  Twitter e leggete il suo blog su Venezia all’indirizzo  http://keystovenice.wordpress.com/  

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