In viaggio verso l’Umbria

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Vivendo in Italia, ci si può dimenticare di quanto le distanze siano minime. Rispetto a molti altri paesi nel mondo, tendiamo a evitare i 300 chilometri in macchina per raggiungere posti meravigliosi, per paura che sia troppo faticoso da vivere in giornata o con un solo pernottamento. Dovremmo imparare dai turisti e mettere da parte la pigrizia, e godere di più del nostro paese. Ma si sa, che chi ha la bellezza sotto al naso, tende a non vederla dal giusto punto di vista.
Altro che 300 chilometri, in Italia basta percorrere cinquanta chilometri, e a volte anche meno, per veder trasformare il paesaggio: dalla costa rocciosa, alla morbidezza delle colline, ai boschi più fitti. Forse anche per questo viene sempre voglia di fermarsi, o addirittura di scendere dal treno, per raggiungere un paese su un cucuzzolo che ci ha incantato.
Proprio per questo un mese fa, a Roma, quando degli amici mi hanno suggerito un bell’agriturismo in Umbria, ho pensato che poteva essere un’ottima idea. Conosco poco questa regione e mi avanzava giusto una notte: perfetto per un giro in uno dei luoghi meravigliosi del centro-Italia circondato dagli stupendi borghi medioevali, come Gubbio, Spoleto, Spello e Perugia. La mia meta è Nocera Umbra, vicinissimo ad Assisi. Due ore esatte di treno, che trascorrono veloci guardando fuori dal finestrino i campi dei cereali maturi che colorano di giallo questa terra e contrastano con il verde e l’azzurro del cielo senza nuvole di quest’estate. Perdonatemi la poesia da viaggiatore del secolo scorso in cui mi crogiolo un po’…
Ad aspettarmi alla stazione c’è Andrea, che con Marcella e Massimiliano qualche anno fa, ha svuotato la scrivania del suo ufficio e lasciato l’asfalto per aprire la “La Corte del Lupo” e vivere nel verde dell'Umbria.
L’agriturismo è immerso nella quiete e nel silenzio, la quercia secolare e le cicale mi suggeriscono i ritmi lenti del riposo. Le camere sono fresche e confortevoli, con un panorama mozzafiato sulle colline, le tende chiare che svolazzano per la leggera brezza, e la piscina che  aspetta solo che mi tuffi per rinfrescarmi.
Non resisto ad una breve passeggiata, accarezzo le spighe dell’orzo pronto per la raccolta e vado alla ricerca di un fiorone maturo da gustare. Una vecchietta bellissima, con un fazzoletto in testa, si lascia fotografare con un pizzico di frivolezza adorabile. Sono già follemente innamorata di questo posto.
L’agriturismo è circondato dagli ulivi, dagli alberi da frutto, mi addentro nel grande orto carico di ogni ben di Dio e mi casca il mento sulla coltivazione coltivazione di lamponi.
Andrea mi porta a visitare il laboratorio, dove Marcella ha appena riempito i barattoli di marmellata. La sensazione di continua operosità, in un’atmosfera di totale serenità, mi spiega bene la scelta dei tre soci sorridenti.
Andrea propone una cucina deliziosa, semplice e fortemente territoriale. L’Umbria si sente nei piatti e nei profumi. I prodotti dell’agriturismo, dai salumi all’olio, alle verdure appena raccolte hanno un sapore che non si dimentica.
Passiamo la serata a parlare di ricette e di social media ma con il fresco della sera crollo in un sonno profondo. La colazione è un tripudio di prelibatezze fatte in casa: biscotti, torte, plumcake e anche la lupella, la crema di cioccolato da spalmare. Una parte di me non vuole saperne di ripartire. Proprio vero che non basta una notte in Umbria.

Paola Sucato

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