Le stradine di Verona

Photo by Paula Sweet

Grazie a Shakespeare il mondo associa la città di Verona con una coppia di amanti sfortunati e due famosi gentiluomini. C'è anche l'annuale festival dell'opera che si tiene da metà giugno a inizio settembre e che attira grandi folle nella celebre arena romana.

L'arena risale al primo secolo a.C. ed è un enorme anfiteatro la cui cinta esterna fu abbattuta da un terremoto nel 1117, mentre l'interno è sopravvissuto. Un centro commerciale a partire dal terzo secolo a.C., la moderna Verona ospita oggi una popolazione di un quarto di milione di persone. Ma c'è altro da vedere oltre al balcone di Giulietta, che è un caso in cui la leggenda vive al di là dei fatti, visto che i Montecchi e i Capuleti avevano i propri castelli a un'ora dalla città.

Invece, una volta presa una traversa di Via Mazzini, l'elegante strada commerciale pedonale di Verona con la sua collezione di marchi chic di stilisti, prende vita un altro lato della città. La storia indugia in questi vicoli: è il fantasma di Giulietta quello sorpreso a far capolino dalle persiane al di sopra della vostra testa? Al livello della strada, pittoresche osterie sono disponibili per una sosta ai box, soprattutto durante l'inverno, quando la gente del posto le frequenta per uno spuntino veloce, per poi correre di nuovo fuori al freddo tonificante del Veneto. Incontrerete variopinte bancarelle, bar per un espresso al banco e ristoranti alla moda che offrono Slow Food. Non potete perdervi i resti archeologici dei mosaici romani, le facciate rinascimentali o le tombe ricche di decorazioni degli Scaligeri, che governarono la città per duecento anni. A un isolato di distanza dal fiume Adige, le rovine di Porta Leoni, antiche come l'arena, occupano uno spazio sotterraneo a volta al di sotto della strada.

Verona non ha cancellato il suo passato, proprio l'opposto. Da ogni lato la tradizione rimane, in attesa di essere osservata. I fotografi prendano nota: le guide non ve lo dicono, ma Verona è una vera festa per gli occhi.  Perché non includerla come parte di un grandioso tour di lusso dell'Italia?

Stanley Moss
Guru dei marchi, filosofo, zingaro globale, scrittore e artista, il cui nuovo romanzo, The Hacker, è stato recentemente pubblicato in India. È amministratore delegato di una think-tank sul branding internazionale con sede a Stoccolma, docente all'Accademia di Belle Arti Cignaroli di Verona e redattore di viaggio per una rivista di moda della Nuova Zelanda. Residente a Vicenza, la sua vita è fatta di cibo, conversazione e numerose tazze di caffè italiano.  Stanley scrive per Lucire e ha anche un suo blog.

 

 

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