“Il Magnifico Signore” : Camminando tra le mura di Castelvecchio a Verona

Zanoletti

Qualche tempo fa, la visita di un’amica mi ha riportato di fronte all’ingresso di quello che, nel Medioevo, fu la fortezza e la reggia del “magnifico Signore”, Cangrande II della Scala.

Castelvecchio oggi è il museo civico di Verona, eppure la sua è una storia segnata dall’avvicendarsi di guerre, occupazioni e liberazioni. Costruito intorno alla metà del Trecento dagli Scaligeri, Signori della città, il Castello serviva a Cangrande e alla sua famiglia per difendersi da eventuali rivolte della popolazione. Il punto di forza dell’edificio era il ponte merlato, grazie al quale Cangrande poteva, in caso di attacco, scappare facilmente verso la campagna.

Camminamento Esterno Cangrande dall'Alto Photo by Giulia Zanoletti

Con il tramonto delle Signorie la fama del Castello decade, diventando un luogo obsoleto e fragile. Usato come caserma sotto Napoleone e durante il periodo austriaco, nel 1923 il governo fascista decide di convertirlo in museo, ma lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale interrompe il progetto e nel 1945 le truppe naziste, fuggendo, fanno saltare in aria il ponte. Poi, nel 1958, la ristrutturazione ad opera di Carlo Scarpa dona a Castelvecchio una seconda vita.

ponte levatoio Camminamento Esterno Cangrande dall'Alto Photo by Giulia Zanoletti

Esperto di allestimenti museali, Scarpa si accorge subito che la moda tardo-romantica dei primi del Novecento aveva finito per alterare l’autenticità dei resti medievali superstiti senza preservare l’identità e la storia del Castello. Accantonati dunque i lavori arbitrari dei suoi predecessori, Scarpa crea uno dei primi veri percorsi museali moderni, in grado di far dialogare tra loro opere diverse. Decide inoltre di evidenziare gli interventi di ristrutturazione, accostando ai dettagli gotici originali elementi propri dell’architettura contemporanea. Materiali antichi come pietra e legno sono così affiancati a calcestruzzo e ferro; il tutto secondo uno schema geometrico a griglie ortogonali che Scarpa mutua dalle opere di Mondrian e Klee (pittori di cui aveva curato diverse mostre).

Questa sorta di ‘guscio architettonico’ pensato da Scarpa per far emergere l’unicità dell’antico lo ritrovo nella prima sala del museo: le statue medievali del Maestro di Santa Anastasia sono inserite in uno spazio sobrio e uniforme, scandito da un incrocio di linee rette (le travi del soffitto, i quadrati della pavimentazione). Ovunque mi giri, dettagli medievali e architettura di metà Novecento sono giustapposti in modo armonico, intrecciando il rigore spartano del Castello con quello astratto di Scarpa. Addentrandomi in questo suggestivo labirinto, scopro uno dei tesori del museo, la Madonna della Quaglia di Pisanello, capolavoro della pittura medievale gotica.

 

Madonna della Quaglia Pisanello  Photo by Giulia Zanoletti

Il percorso continua alternando le sale interne della Reggia con i camminamenti esterni lungo le mura, in un intrico di corridoi medievali e scale in calcestruzzo. Cammino all’esterno, lungo il corridoio merlato affacciato sul cortile dell’ingresso e lungo il passaggio coperto sopra la sponda del fiume. Di fronte a me ho lo stesso paesaggio di guglie e colline che ho appena ammirato nei dipinti dei pittori medievali veronesi.

 

Cangrande dall'Alto Photo by Giulia Zanoletti

Scendo con attenzione la celebre scala sfalsata di Scarpa, ed eccomi di fronte a lui, Cangrande II della Scala, immortalato nella pietra come un cavaliere impeccabile, sicuro di sé e dal sorriso sornione. Scarpa decise di collocare la scultura su un supporto in calcestruzzo alto sette metri, creando così una nicchia apposita che avrebbe permesso di ammirare l’opera da diverse prospettive. Sul lato opposto del Castello, di fronte a Cangrande, troneggia la statua di un altro Scaligero, Mastino II. Nascosta all’interno di una delle torri, l’opera è sorretta da un pavimento sospeso che consente di individuare subito, a colpo d’occhio, l’intervento conservativo moderno e l’architettura originale in pietra e mattoni.

Cangrande dall'Alto Photo by Giulia Zanoletti

Salutati i Signori del Castello, proseguo verso altre meraviglie, come il Ritratto di fanciullo con disegno e il Ritratto di giovane monaco benedettino del pittore rinascimentale Gianfrancesco Caroto, e poi ancora Jacopo Tintoretto, Tiepolo, Longhi… Eppure, una volta uscita dal ponte levatoio, continuo a cercare con lo sguardo la statua del “magnifico signore”, che per sé aveva scelto l’immagine di un cane feroce e per la sua corte raffinata la compagnia di Dante Alighieri.

 

Mastino  Photo by Giulia Zanoletti

La biglietteria del Museo di Castelvecchio è aperta dal martedì alla domenica, dalle 8.30 alle 18.45; il lunedì si può visitare solo il pomeriggio, dalle 13.30 alle 19.30. Il biglietto intero è di 6 €.

Giulia Zanoletti è una giornalista freelance, ha vissuto a Milano e a Roma scrivendo di cinema, teatro e opera lirica. Con il pallino per il guerrilla marketing, ama la cultura Italiana, il cinema Francese e l’ironia Inglese.

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