36 ore a Napoli…camerieri cantanti, pizza in taxi e un furto di sfogliatelle!

Feature final

Dopo aver raccontato il mio epico viaggio enogastronomico in Puglia sul blog di Italian Talks, questo post racconta cosa abbiamo fatto dopo io e il mio amico. Il nostro obiettivo era quello di concludere in bellezza il nostro viaggio italiano esplorando un’altra cucina regionale.

Napoli mi ha sempre affascinato per le tante specialità della cucina italiana note in tutto il mondo: la pizza, la sfogliatella, il timballo, gli spaghetti alle vongole…e non finisce qui. E poi c’è il popolo partenopeo, famoso per la sua ospitalità, la sua passione e l’amore per la buona compagnia.

Così quando in Puglia continuavamo a incontrare simpaticissimi napoletani, lo abbiamo preso come un segno del destino e, a Gallipoli, siamo saltati su un pullman in direzione di Napoli!

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La brulicante vita di strada vicino a Pignasecca

Durante il viaggio in pullman siamo stati sommersi dai suggerimenti dei nostri compagni di viaggio su dove recarsi per un buon piatto di pasta, per la pizza più verace, per i dolci più dolci e per il vino migliore. Se vuoi infuocare i napoletani basta farli parlare di cibo: che bello assistere a questi dibattiti infiniti!

Ci siamo subito resi conto che la maggiore parte delle nostre 36 ore nella “Città del sole” l’avremmo passata mangiando.

All’arrivo, siamo rimasti colpiti dall’evanescente bellezza della città, che la rendeva ancora più seducente. Napoli non è in alcun modo “addobbata” per i visitatori e ciò non fa altro che aumentare il suo fascino.

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Piazzetta Trinita’ alla Cesarea

Per esempio questa piazza “abbandonata” e la facciata di una chiesa vicino a dove soggiornavamo è sconosciuta anche a molti napoletani (l’ho verificato facendo domande ad amici che rimanevano a bocca aperta!)

Con così poco tempo a disposizione, quella sera siamo usciti con l’intenzione di cenare in una tipica trattoria napoletana.

Ma prima ci siamo tolti lo sfizio di fermarci per un aperitivo. Alla napoletana, naturalmente! E fortuna vuole che la semplice spritzeria che ci era stata raccomandata si trovasse proprio sulla stessa via del nostro ristorante, nei vivaci Quartieri Spagnoli. Abbiamo pagato solo un euro per un buon bicchiere di vino locale!

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Cammarota Spritz

Questa esperienza è diversa dai locali per aperitivo modaioli che trovi a Milano e nell’Italia del Nord, e che comunque amo. Ed è stato un modo fantastico per assaporare la cultura unica e l’atmosfera accogliente tipica di Napoli.

Il simpatico signore che gestisce questo locale è un’istituzione del luogo ed è sempre pronto a posare per una foto!

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Cammarota Spritz, pollice in su

E ora passiamo alla cena. La prima volta che ci sedevamo per mangiare a Napoli si è rivelata un’esperienza coinvolgente.

Entrando nella trattoria Da Nennella, s’incontra un muro di rumore: camerieri che cantano mentre indaffarati reggono i vassoi carichi di piatti fumanti, un campanello che suona all’apparenza casualmente, tavoli rumorosi colmi di famiglie italiane allargate. Mi sembrava di essere sul set di un film. Eravamo ipnotizzati dai suoni, dagli aromi e dalla convivialità. Tutto ciò che ci aspettavamo da Napoli era racchiuso in quella stanza!

Photo by https://www.instagram.com/buona.forchetta/ Trattoria da Nennella

Il nostro cameriere era sollevato del fatto che io parlassi italiano, ma le sue risposte erano quasi incomprensibili perché continuava a parlare in dialetto napoletano. Questo scenario si è poi ripetuto per il resto del nostro soggiorno!

Il menu era stato studiato per presentare con orgoglio i freschi ingredienti locali. Non c’era nulla di pretenzioso perché non è nello stile napoletano, che predilige la sostanza rispetto allo stile e la generosità rispetto alla presentazione.

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Insalata caprese, Da Nennella

La mia semplice caprese era squisita e indugiavo su quei deliziosi pomodori napoletani in equilibrio perfetto con la cremosa mozzarella e la giusta quantità di basilico, sale e olio d’oliva.

Abbiamo anche gustato alcune verdure locali chiamate scarole insieme a un piatto a base di maiale e del buon vino della casa. Il nostro cameriere ci ha portato i piatti svolazzando mentre continuava a scambiare amichevoli battute in napoletano, ignaro del fatto che non capivamo una sola parola!

E ogni tanto cantava una canzone, per la gioia dei clienti regolari.

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Scarole, verdure alla napoletana, Da Nennella

Napoli è un luogo dove il cibo viene celebrato in buona compagnia e dove piatti apparentemente semplici sono presentati dal ristoratore con un luccichio negli occhi. E l’atmosfera ha qualcosa di sfrontato, scherzoso e alla mano.

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Il cestino dei “suggerimenti”, Da Nennella

Dopo il nostro battesimo napoletano eravamo pronti per rilassarci, ma non sarebbe stato nello spirito della città. Ci siamo così diretti verso Piazza Bellini, una piazza centrale diventata il centro della vita notturna.

Era quasi mezzanotte di un lunedì quando siamo arrivati, ma l’atmosfera era da sabato sera. La gente si riversava nella via dalle distese di caffè e bar gustando cibo di strada e bevande e scherzando con amici e parenti.

Sembrava quasi una città spagnola o sudamericana durante la ‘fiesta’.

È stato facile entrare nel giro e farci subito nuovi amici che ci hanno aiutato a “decifrare” Napoli (anche i napoletani considerano la loro città un enigma, un puzzle da risolvere!).

Da visitatore, Napoli è divertente da esplorare perché è sempre leggermente disorganizzata. Non c’è molto “pensato appositamente” per i turisti. Il che significa essere costantemente “alla scoperta”. Non è proprio per questo che viaggiamo?

Ed è una città dove in qualche modo riesci sempre a socializzare e mangiare!

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Piazza Bellini, l’insegna dice “Essere napoletano è meraviglioso”

I nostri nuovi amici a Piazza Bellini ci hanno aiutato a mettere a punto un itinerario per il giorno dopo. I moniti sulla presunta pericolosità di Napoli possono essere veri, ma la nostra esperienza è stata tranquillissima.

La mattina successiva ci siamo alzati entusiasti all’idea di avere una giornata intera davanti a noi per visitare Napoli.

Con solo 24 ore restanti, eravamo ansiosi di scovare il prima possibile i due classici: la pizza e la sfogliatella.

Abbiamo iniziato andando alla ricerca dell’autentica sfogliatella, perché ci era sempre stato consigliato un luogo particolare nel centro città.

Sulla strada ci siamo fermati per un espresso e abbiamo scoperto perché il caffè napoletano è considerato il migliore in Italia: secondo il nostro barista, il segreto sta nell’ottima qualità dell’acqua che scorre dalle vicine montagne.

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Mercato di Pignasecca, un’esplosione di colori

E poi, come succede sempre a Napoli, siamo stati sviati dal nostro piano originario perché ci siamo infilati in un vivace mercato alimentare. Pignasecca ci era già stato consigliato dai locali ed eravamo felicissimi perché ce l’eravamo trovato davanti, inaspettatamente!

Pignasecca è un tradizionale mercato alimentare. Abbiamo visto anziane signore contrattare con i venditori ambulanti che con orgoglio mostravano i prodotti freschi in una cascata di colori e rumori.

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Pesce fresco al mercato alimentare di Pignasecca

Il mercato brulicava di attività e rappresentava tutto ciò che avevo sempre sognato di trovare a Napoli.

Non siamo riusciti a resistere e abbiamo preso della frutta fresca. Grazie all’acqua fresca di una fontanella nelle vicinanze, abbiamo allestito al volo un mini picnic con i prodotti presi al mercato. C’era anche del cibo di strada dall’aspetto squisito, quasi irresistibile!

Gli orari programmati per i pasti a Napoli sono irrilevanti perché si cade sempre in tentazione mentre si è in giro, così tanto vale non provarci nemmeno!

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Altri prodotti in mostra al mercato di Pignasecca

Dopo la nostra lunga deviazione al mercato, siamo tornati alla nostra missione principale: la sfogliatella.

Photo by https://www.instagram.com/buona.forchetta/ Sfogliatella Mary

Alcuni amici di Napoli ci avevano suggerito ‘Sfogliatella Mary’, una bancarella senza pretese nascosta da qualche parte. Una volta raggiunta, ci siamo trovati di fronte a un’invitante serie di variazioni sul tema.

Fatto strano per un prodotto così profondamente napoletano, si racconta che le prime sfogliatelle siano state preparate in un monastero in provincia di Salerno. In seguito però, la ricetta venne acquisita da un maestro pasticciere di Napoli chiamato Pasquale Pintauro, che iniziò a venderle nel 1818.

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Dolci tentazioni da Sfogliatella Mary

Oggi sia gli italiani e che i turisti stranieri fanno a gara per accaparrarsi una sfogliatella non appena arrivano a Napoli! E dopo un morso capisci perché. Delicatamente croccante nella sua famosa forma “riccia”, è un piccolo lusso che ti ripaga di tutto, offrendo una dolce gioia ad ogni deliziosa briciola.

Oltre ad averne divorate diverse sul posto, io e il mio amico ne abbiamo prese alcune da portare via, per poi tornare a prenderne altre successivamente. La signora osservava la mia borsa sospettosamente grande e scherzava sul fatto che era in atto una rapina di sfogliatelle …e avrebbe anche potuto esserlo!

Personalmente preferisco la “frolla”, una versione meno diffusa. È preparata con una pasta frolla, dalla consistenza più morbida rispetto agli strati friabili di una “sfogliatella riccia”, ma con un retrogusto altrettanto irresistibile.

In tutta Italia, le famiglie discutono sui meriti della “riccia” rispetto alla “frolla”: meglio provarle entrambe e decidere da soli!

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Sfogliatella “frolla” da Sfogliatella Mary

A quel punto il nostro appetito era stato saziato, ma come tenaci ‘soldatini del cibo’ siamo andati dritti per la nostra strada per passare alla prossima impresa: trovare la pizza migliore di Napoli.

Ho seguito la mia solita tattica di chiedere ai locali, e in diversi mi hanno confermato che “L’Antica Pizzeria da Michele” era il posto dove andare.

Un signore anziano per strada stava quasi recitando in strofe napoletane quando la descriveva, mentre un altro insisteva nel darmi una granita. La sua bancarella era splendidamente decorata con ghirlande di limoni locali…in una giornata di caldo estivo, chi avrebbe potuto resistere?

Photo by https://www.instagram.com/buona.forchetta/ La granita di limone

Si ragazzi, è impossibile stare 10 minuti a Napoli senza consumare qualcosa!

Quando abbiamo raggiunto la pizzeria Da Michele c’era una lunga coda di persone e non solo turisti! Ci è stato detto che questa era l’unica pizzeria di Napoli dove anche la gente del posto faceva la fila per una pizza.

Da bravo inglese, inorridisco all’idea di saltare una coda, uno dei miei 3 maggiori incubi di tutti i tempi.

Ma uno dei nostri amici napoletani la notte prima ci aveva suggerito quella che era considerata una “violazione” perfettamente legale: passare davanti dicendo “Permesso! Permesso!” e annunciando che si vuole ordinare “Una pizza da portare via”.

Questo apparentemente fa sì che tu possa essere servito immediatamente, poiché si presuppone che i clienti per la pizza da asporto siano separati dalla fila principale (ad essere sinceri sembrava che non esistesse comunque nessun “sistema” di fare la fila!)

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Gli artigiani della pizza in cucina, Da Michele

Questo approccio ha funzionato ma con un piccolo problema…ci siamo trovati improvvisamente con due pizze calde e fumanti oltre che memorabili per le strade di Napoli, senza sapere dove andare a mangiarle! Senza un posto in vista dove fermarci a mangiare e con le pizze che si raffreddavano rapidamente in mano, ci trovavamo in una vera e propria emergenza pizza!

Non sapendo bene cosa fare, abbiamo fermato un taxi. Provavo imbarazzo a mangiare nel taxi, ma la pizza era calda e i suoi aromi erano irresistibili. Il conducente ci guardava incredulo: “Mangiate! Mangiate!”

Nessuno fa complimenti a Napoli. Gliene abbiamo offerto una fetta ma ci ha detto che era già contento di avere dei clienti che gustavano una vera pizza napoletana nel suo taxi! Provate a dirlo a un tassista di Londra!

Nel rispetto della tradizione napoletana nella pizzeria Da Michele offrono solo due varietà: Margherita e Marinara. Entrambe sono vegetariane e costano circa 4 euro, nonostante le lunghe file.

La bellezza sta nella semplicità e negli ingredienti eccezionali. La “pizza” esportata in altri Paesi ha perso la sua innocenza.

Photo by https://www.instagram.com/buona.forchetta/ Preparazione delle pizze, Da Michele

Ovviamente a Napoli ci sono altre pizzerie “commerciali” che uniscono le esigenze dei turisti e la tradizione in modo meno rigoroso.

Per esempio la foto in alto mostra una fantastica pizza che abbiamo mangiato da Gino Sorbillo, un’altra famosa istituzione della pizza a Napoli. L’eccellente pizza è stata presentata in modo un po’ più convenzionale, con più scelta rispetto alla pizzeria Da Michele. Ma quest’ultima rimane la nostra preferita.

Dunque, se volete un’autentica pizza napoletana andate al tempio della pizza Da Michele (locale istituito nel 1870, senza che siano ancora riusciti ad aggiornare il loro sito web!): non ve ne pentirete!

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Le pizze pronte, Da Michele

Mentre smaltivamo la pizza camminando per la città vecchia, siamo passati davanti a una trattoria di quartiere che presentava orgogliosamente le sue specialità di strada su un banchetto all’esterno. Mentre stava sistemando il banchetto, la signora ha notato i nostri sguardi curiosi invitandoci a entrare e chiedendoci cosa volevamo provare.

Io ho indicato una sorta di pasta ripiena di verdure che sembravano spinaci. La “Pizza di scarola!” ha esclamato lanciandomene una (non letteralmente, ma non avrebbe mai accettato un mio ‘no’ come risposta e abilmente ne ha messo una su un piatto e l’ha fatta ruotare davanti a me con un’unica mossa…questa è un’altra delle abilità di Napoli: è fisicamente impossibile resistere a questo assalto di cibo!)

Photo by https://www.instagram.com/buona.forchetta/ Pizza di Scarola

Era la stessa verdura scoperta la sera prima durante la cena alla trattoria Da Nennella ed era ancora più deliziosa in forma di “pizza”.

Ci siamo arresi anche ad altre specialità di strada e a qualche assaggio che aveva preparato per noi, inclusi affettati, formaggi locali, pizza fritta, calzoni e altre delizie.

L’impegno di smaltire la pizza camminando ci ha spontaneamente condotti verso altro cibo!

Napoli è piena di sorprese. E nonostante la cultura del cibo sia profondamente radicata, c’è tanto altro da vedere e fare.

Per esempio, continuavamo a imbatterci in splendide chiese che sembravano non essere in nessuna guida, ma assolutamente stupefacenti (Napoli è anche detta “dalle 500 cupole” per via delle tantissime chiese).

Grazie all’irresistibile accoglienza dei socievolissimi napoletani (che offrono cibo in continuazione), questa città è una destinazione perfetta per una vacanza lunga o breve.

Napoli è stata la conclusione perfetta del nostro periplo enogastronomico italiano che era iniziato poche settimane prima in Puglia. Napoli ti amo…e tornerò sicuramente a trovarti!

Rajul Chande, londinese, è da sempre amante dell’Italia e fondatore dell’agenzia di marketing digitale Positive Partnerships. Guardate le sue foto di cibi italiani e non solo su Instagram @buona.forchetta.

Il consiglio del concierge: Siete tentati di provare una sfogliatella a Londra mentre siete immersi nella tipica tradizione inglese? Il Brunello Bar & Restaurant recentemente rinnovato al Baglioni Hotel London offre un esclusivo Afternoon Tea con un tocco italiano in un’elegante atmosfera con vista sui Kensington Gardens, in cui è inclusa una deliziosa “sfogliatella napoletana” preparata secondo la ricetta del tipico dolce napoletano.

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